Festa di mezzo Agosto
Per tutti i Sardi, La Festa dell'Assunta è motivo d'orgoglio etnico, intimamente sentito ad ogni livello sociale. E' una festa che va oltre gli usi introdotti durante la dominazione romana del Ferragosto latino in onore dell'Imperatore Augusto (ferias augustales). Ho ricordo di processioni serali indimenticabili, nelle strade di Domusnovas spettacolosamente addobbate con gusto sopraffino, com'è tradizione di moltissimi centri abitati della Sardegna, a prescindere dalla tradizione medioevale dei "Candelieri" a Nulvi (la più antica, d'origini bizantine), Ploaghe, Sassari ed Iglesias (più recenti, d'origine pisana). Il quindici agosto, per il mondo laico, è la festa di Ferragosto e per il mondo cattolico la Festa dell'Assunta. Suppongo che in epoche antesignane, molto prima dell'Era Romana e del successivo avvento del cristianesimo, la gente delle isole mediterranee festeggiasse la Dea Madre, soprattutto in Sardegna. Nell'epoca della Roma imperiale, il ferragosto era la festa augustea delle messi e dell'acqua. Subentrato il cristianesimo al paganesimo, furono eclissati gli usi pagani ma non le finalità ultime della festa: la celebrazione della raccolta del grano, dovuta alla fertilità della terra irrigata. Il caso di Nulvi è emblematico: la tradizione delle tre grandi Pale d'Altare, introdotta dai monaci bizantini all'inizio dell'evoluzione cristiana sarda, potrebbe essere interpretata come lo sforzo di una religione che cerca d'inserirsi nella tradizione più antica di un popolo, modificando con l'innesto di una nuova e coinvolgente attrazione basata sull'imponenza, sfarzo e splendore dei manufatti. Le colossali Pale D'Altare di Nulvi si differenziano dai "ceri" di Ploaghe, Sassari e Iglesias per la magnificenza dell'attrazione ornamentale sposata all'imponenza cerimoniale. Le quattro feste dei Candelieri ricalcano gli usi di popolazioni che, in piena civiltà curtense medioevale, sentirono il bisogno di unirsi in una festa di popolo qual è la sfilata trionfale di simboli enormi e pesantissimi, allietata dalle danze dei portatori. L'Essida di Nulvi e Sa Faradda di Sassari, unitamente ai candelieri d'Iglesias e Ploaghe sono d'enorme coinvolgimento scenico. Sa Festa Manna, Sa Faradda di Sassari, raggiunge vertici di coinvolgimento paragonabile al Palio di Siena. Durante la sfilata danzante, tra i quartieri della città, i dieci colossali "Candelieri", magistralmente sostenuti dagli "Obrieri", al ritmo coinvolgente di pifferi e tamburi, sono la dimostrazione dell'indole di un popolo per la competizione e la sfida, unitamente alla gratitudine per l'avvenuta mietitura e la speranza di un buon inizio d'anno agrario.
Caterno Cesare Bettini Carbonia, 19 agosto 2011
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