Modena, Brisighella, Gabes, Montreal, Albisola Marina, Dallas, Iraklion e finalmente Sardegna.

Nel mio destino i legami tra usi e costumi, l'archeo astronomia, i saperi della tavola contadina.

Dal gran magazzino di ricordi ospitato nella nostra testa chiedono la ribalta mediatica grovigli di cose dimenticate ma sempre presenti. Tra gli affioramenti della memoria ricordo mio padre: raccontava d'aver sentito magnificare dai vecchi modenesi i bastioni che cingevano la città, poi diventati il parco cittadino (dopo lo smantellamento delle vecchie mura difensive). L'altro giorno mi è capitato di guardare una stampa tratta dal volume "Guida di Modena" di F.Sossaj, edita dalla Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi. La riesumazione è del 1973, opera del "Rezdor", benemerita editrice in dialetto modenese.

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Festa di mezzo Agosto

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Per tutti i Sardi, La Festa dell'Assunta è motivo d'orgoglio etnico, intimamente sentito ad ogni livello sociale. E' una festa che va oltre gli usi introdotti durante la dominazione romana del Ferragosto latino in onore dell'Imperatore Augusto (ferias augustales).

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Il Sud Ovest Sardo

Cartina del Sud Ovest Sardo
E' ricco di spiagge e dune, porticcioli, calette e scogliere. E’ un diadema di centri abitati posti sul mare: Buggerru, Calasetta, Carloforte, Portoscuso, Sant’Antioco. Nel Sud Ovest vi è abbondanza di montagne, foreste, laghi pescosi, stagni, grotte naturali e gallerie minerarie. Vi sono i mercatini nei tanti centri abitati e ristoranti rinomati. Non vi è luogo della Sardegna più ricco d’archeologia del Sud Ovest sardo. Musei e aree archeologiche mostrano le opere degli antichi, dal neolitico fino all'età storica. Pre-Nuragici e Nuragici, Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini hanno qui lasciato una parte della loro storia. Vi sono chiese bizantine e cattedrali in stile romanico – pisano, testimoni del periodo giudicale autoctono.
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LA MIA TEORIA SU MONTE SIRAI

Monte Sirai

 

 

 

 

 

 

 

Osserva il movimento del sole in questo piccolo filmato >Filmato<

Col cessare della glaciazione ebbe inizio la più grande rivoluzione della storia umana determinata dalla scoperta dell’agricoltura. Per cogliere altri aspetti culturali di Monte Sirai, oltre a quelli noti, è irrinunciabile fare riferimento agli inizi di questa nuova era, nella quale l’uomo smise di essere soltanto cacciatore per diventare anche raccoglitore e, conseguentemente, agricoltore. Infatti, i mutamenti termici (coincidenti con il cessare della glaciazione e, conseguentemente, gli aumenti della temperatura e della piovosità) diedero inizio all’apparizione di piante sconosciute: le graminacee a grande seme. Esse furono le antenate dei due primi cereali: l’orzo e il frumento. Poco per volta, l’uomo imparò a trarre sostentamento da tali semi.

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LA VOCE DELLO STUPORE

Lo studio delle popolazioni che sono vissute nella Sardegna del Sud Ovest, nel corso del lungo periodo intercorrente tra i diecimila e i duemila anni a.C. è condizionato da alcuni enigmi.

I tre principali enigmi da risolvere sono:

  • Come si spiega che le radici linguistiche di molti toponimi (nomi di monti, vallate, sorgenti, ecc.), del Sud Ovest sardo, pare siano di origine sumerico-accadica? Forse perché il territorio è stato interessato da scambi commerciali e culturali con le genti provenienti dalla Mesopotamia, subito dopo l'ultima glaciazione?

  • Se i popoli che, per consuetudine, erigevano dei menhir erano di origine Nord-europea, come mai nel Sud Ovest sardo ci sono i menhir (pietre fitte)? Forse perché anche tali popoli migrarono verso il Mediterraneo, provenendo dal Nord-Est e, quindi, in direzione opposta a quella delle genti mesopotamiche? E' assurdo ipotizzare che in questa zona della Sardegna si siano incontrati, in epoche immediatamente post-glaciali, popoli provenienti dalle attuali Francia e Inghilterra con altri popoli provenienti dalle attuali Siria e Iraq?

  • Che cosa è stato realmente, per l'antichità, il pianoro sommitale di Monte Sirai? Può essere che sia stato un luogo da dove gli antichi potevano dedurre il cambiamento delle stagioni per decidere i momenti della semina e della mietitura, osservando il diverso sorgere del sole sui crinali dei monti che dominano a Est l'orizzonte di Monte Sirai? Se questo è vero si potrebbe avvalorare l'ipotesi che Monte Sirai sia stato, già nel paleolitico, un luogo sacro, anzi, il monte sacro per eccellenza.
    Gli affascinanti quesiti paleolitici riguardanti Monte Sirai sono risolvibili approfondendo il ruolo che ha avuto il periodo terminale dell'ultima glaciazione sull'evolversi dei sistemi di vita (e degli usi religiosi) propri delle genti di 10.000 anni fa.

    L'enigma dei toponimi testimonianti la frequentazione di genti mesopotamiche così come l'enigma riguardante i popoli nordici (che portarono la consuetudine di erigere menhir) sono spiegabili ragionando su quanto avvenne nel Mediterraneo all'inizio dell'era post-glaciale.

    La Sardegna del Sud Ovest offre una straordinaria possibilità di riflessione e di studio sia sulle ipotesi che riguardano le migrazioni dopo l'ultima glaciazione, sia sulle religioni primitive della gente che visse in quell'epoca e in quelle successive.

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