Scritto da Caterno Cesare Bettini   

SU GORROPU

 

Aridi sassi o poetici frammenti rocciosi

arrivati a noi da tempi lontani?

Quante tumultuose ere ha impiegato madre natura,

per trasformarli nelle forme non arcigne,

dove alberga il respiro dell’equilibrio?

 

La gola,

imperiosa, palpitante, gigantesca,

che a balzi, serpeggia tortuosa nella montagna,

é opera del Rio Flumineddu, il re dei fiumi..

 

Tutto all’intorno è un affresco grandioso dal possente sapore

dell’immenso imprigionato.

 

La libertà è lassù, lontana, al di sopra delle pareti

che non finiscono mai, oltre la vertigine degli strapiombi.

 

Ma l’ossessione qui non alberga.

L’anima levita, nella dimensione innaturale,

quale minuscola farfalla nell’universo smisurato.

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