Cagliari: L'altrove impersonificato

Non so se Ottorino Respighi abbia visto Cagliari, certamente avrebbe lasciato una palpitante traccia musicale nei suoi poemi sinfonici: oltre alle "Fontane di Roma", avrebbe composto "Atmosfere di Cagliari" città straordinariamente scenografica, soprattutto musicale, anzi musicalmente epica. Se fossi un regista chiederei di rappresentarvi la Turandot lungo le strade che dai bastioni conducono all'antico ghetto, vicino al rione universitario. Vi sono cortili che si affacciano su balconate aeree inimmaginabili, dominanti il Golfo degli Angeli.

In notti di luna piena c'è da imbambolarsi di struggenti nostalgie e desideri passionali di coccolare la persona amata. Per sentirla ancora di più nel cuore, questa città di bellezza incredibile, suggerisco di immaginarla con gli occhi stupiti di Ibn Battuta, il leggendario viaggiatore marocchino che, partito da Tangeri, dopo il pellegrinaggio alla Mecca viaggiò per 28 anni in Malesia, Cina, Russia, nel Sahara frequentò le carovane di sale, oro e schiavi dei sovrani del Mali. Arrivato a Cagliari nel 1360 la descrisse regale, sfarzosa, variopinta, vivace di mercati e difesa da stupefacenti porte girevoli, galleggianti sulle acque del porto. Cagliari va guardata con gli occhi di chi non smette il sogno di un lungo viaggio, di chi non si accontenta del normale, del ripetitivo, di chi non rinuncia ad incantarsi di sogni e miraggi, di chi non ha paura ad inoltrarsi nel futuro misterioso. Non c'è un palcoscenico più ricco dell'anfiteatro di Cagliari, ma non quello, pur bello e solenne, che ci deriva dai Romani, no: quello più vivo, palpabile, pulsante, di una città sul mare, adagiata tra i suoi colli. Da quando ho iniziato a frequentare Cagliari, mi sono vestito delle sue proprietà di città marinara atlantica, più che mediterranea. Lo humor cosmopolita della sua gente mi affascina. La grande e panoramica città è un mix di persone dotte e popolane, una varietà di colori, di profumi, di saperi che ci provengono da progenitori antichi e da ricercatori moderni: eccellenze consolidate nell'ambito sanitario dei grandi ospedali ove, ogni giorno, restituiscono la salute ad un'infinità di gente proveniente da ogni dove. Oltre alla consapevolezza di essere una città tecnologica e umanissima, dove la cortesia è sincera, vi sono realtà - rarità quale la moltitudine di fenicotteri negli stagni e il profumo arcano delle saline. Nell'immensità del Poetto, la spiaggia cittadina che è un tutt'uno con la città, continuo a provare, specie d'inverno, gli arpeggi dell'altrove d'oltre mare, provati in Florida e Bali: assonanze impercettibili di richiami lontani, mormorii flebili e vellutati, sussurri, rapimenti di cuore, fragranze e rumore d'onde marine, desideri di percorrere le rotte dell'impossibile.


Caterno Cesare Bettini

 
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