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Sulle rotte dei Fenici: gli Itinerari
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Itinerario I
TOUR DI 6 gg ON THE ROAD ALLA SCOPERTA DEI PRINCIPALI APPRODI FENICI IN SARDEGNA
Primo Giorno.
Dall’Aeroporto di Cagliari, prendere la strada per Pula e Chia. Il primo approdo fenicio è stato BITHIA, i cui scarsi ruderi si trovano nelle prime pendici della parte Nord della collina, sulla quale sorge la scenografica Torre di Chia. Tale primo approdo, si suppone sia avvenuto nel nono sec. avanti Cristo. La Torre di Chia è stata realizzata 2400 anni dopo, nel 1500, dagli Spagnoli: serviva d’avvistamento e per segnalare da una torre costiera all’altra, l’avvicinarsi dei corsari barbareschi provenienti dalle città stato di Tripoli, Tunisi e Algeri (hanno razziato le coste sarde per centinaia di anni). I Fenici non erano soltanto pirati ma anche commercianti, non erano di certo quei paladini di libertà e di progresso di cui si è enfatizzato da tempo: approdavano per barattare. A Bithia, probabilmente, barattarono i loro oggetti preziosi di cui erano abili artigiani, in cambio di pani di piombo e di bronzo di cui i Sardi del periodo nuragico erano maestri.
A 15 chilometri ad Est vi sono gli splendidi scavi di Nora (vicino a Pula). Anche qui i Fenici utilizzarono il sistema dei Nuragici, in altre parole un promontorio dotato di due approdi, vicini ma opposti, uno adatto per proteggere dal vento di maestrale e l’altro dallo scirocco. I Cartaginesi che subentrarono ai Fenici, nel dominio commerciale del Mediterraneo (535-238 a.C), apportarono modifiche sostanziali a Nora. Durante l’occupazione romana (238 a.C – 455 d.C), Nora divenne un complesso portuale importante, dotato di teatro, terme e ville con splendidi mosaici. Pernottamento a Cagliari.
Secondo giorno.
Visita di Cagliari, l’antica Krly, città regina di storia, di bellezza paesaggistica, d’arte e cultura, adagiata tra i colli della leggenda d’era cristiana, evocante la lotta tra il bene e il male: la battaglia che vide vittorioso l’Arcangelo San Michele sul demonio, scaraventato tra le rupi della Sella del Diavolo. Dalle alture di Cagliari si può ammirare il più lungo tramonto del Mediterraneo. Bellissimo il duomo, le chiese barocche, i viali, il Quartiere Castello che oltre al Duomo ed il Palazzo Viceregio, ospita il Museo Archeologico Nazionale, ricco di testimonianze preistoriche, compresa abbondante raccolta reperti d’età fenicia. Tre sono le tappe fondamentali di una visita di Cagliari: Santa Maria di Bonaria, il Quartiere Castello, Monte Urpinu dal quale lo spazio scorre sovrano sul Golfo degli Angeli, il promontorio caratteristico della Sella del Diavolo, l’immensa spiaggia del Poetto e lo stagno di Molentargius, ricco d’avifauna. Pernottamento a Cagliari
Terzo giorno.
Visita della superlativa area costiera Cagliari-Villasimius, sede del sito fenicio di Cuccureddus i cui reperti si possono osservare nel museo civico archeologico di Villasimius. Proseguimento per Cala di Sinzias , Costa Rei, chiesa di San Priamo sede di un ancestrale culto dell’acqua, rientro a Cagliari tramite la suggestiva strada di montagna n 125. Pernottamento a Cagliari.
Quarto giorno.
Si prende la strada 131 a quattro corsie (la Carlo Felice), direzione Nord. A Oristano Nord si devia per gli stagni di Cabras, nella penisola del Sinis. Visita di Mari Ermi (candida lingua di sabbia frequentata dai fenicotteri) e della mistica chiesa paleocristiana, a croce greca, di San Giovanni in Sinis. Siete a due passi da uno dei luoghi archeologici più belli del mondo: Tharros. Fu porto nuragico, poi fenicio, quindi cartaginese e infine romano. Imponenti le strade lastricate e le terme. Il tutto nella suggestione di una superba visione marina. Oggi la tappa è più lunga del solito e senza nulla togliere alle delizie eno-gastronomiche, si sollecita a riprendere la 131 in direzione Sud e uscire dopo Sanluri: strada 293, Samassi, Vallermosa, Siliqua, Stada 130 a quattro corsie fino ad Iglesias, proseguimento verso Sant’Antioco. Pernottamento
Quinto giorno.
Visita della zona archeologica fenicia-punica di Sant’Antioco. Visita del museo archeologico. Escursione sulla strada panoramica costiera Nebida-Masua. Visita a Carbonia dell’area panoramica fenicia-punica di Monte Sirai. Rientro a Sant’Antioco.
Sesto giorno.
Da Sant’Antioco alla Miniera carbonifera e museo del Carbone a Serbariu di Carbonia. Proseguimento per il bosco d’ulivi millenari di S’ortu Mannu a Villamassargia e spuntino. Partenza pomeridiana dall’aeroporto di Cagliari.
Itinerario II
TOUR DI 5 gg ON THE ROAD ALLA SCOPERTA DEI PRINCIPALI APPRODI FENICI IN SARDEGNA
Primo giorno.
Cagliari è una delle più fantastiche città del mediterraneo. E’ dotata di una bellezza scenografica struggente, un’autentica sinfonia di popolo che si distende dalle colline e si adagia sul Golfo degli Angeli. Della città portuale, proveniente dalla preistoria, non si conoscono con certezza i fondatori. I Fenici dell’ottavo secolo avanti Cristo la chiamarono Krly. I Romani imposero il nome di Karales. I Vandali concessero a Cagliari di custodire le spoglie di Sant’Agostino, vescovo nordafricano. La città fu ambita da Bizantini, Goti, Longobardi. Fu sede di Giudicato, alleata con i Franchi conobbe i tentativi d’invasioni arabe dall’VIII al X secolo, appartenne al dominio pisano e per lungo tempo soffrì della guerra tra il Giudicato d’Arborea (Oristano) e gli Aragonesi, nuovi invasori della Sardegna dal 1323. Agli inizi della dominazione aragonese, il viaggiatore marocchino ibn Battuta, il Marco Polo arabo, descrisse il porto di Cagliari meraviglioso, circondato da enormi travi di legno la cui entrata è simile ad una porta che viene aperta per volontà degli abitanti. La prima meta da visitare è Monte Urpinu da cui si domina lo stagno di Molentargius, gremito di fenicotteri, la lunghissima spiaggia del Poetto, il caratteristico promontorio Sella del Diavolo e la città, distesa tra i colli e il porto. Altre mete affascinanti: la basilica di Bonaria e la chiesa paleo-cristiana di San Saturnino, poi il Duomo e il Palazzo Viceregio, nel caratteristico e panoramico “quartiere Castello” sede di numerose botteghe artigiane e, soprattutto, del Museo Archeologico Nazionale, ricco di preziosi reperti preistorici e storici. Pernottamento a Cagliari.
Secondo giorno.
Da Cagliari a Pula per visitare Nora, incantevole zona archeologica marina, con scavi dei periodi fenicio, punico e romano. Proseguimento verso Ovest per arrivare a Torre di Chia, nelle cui pendici rivolte a Nord si trovano gli esigui resti preziosi di Bithia, il primo degli approdi fenici in Sardegna. Raggiungendo a piedi la sommità del colle si può visitare la torre del 1500 costruita per avvistare e segnalare le incursioni dei navigli pirati dei barbareschi tripolini, tunisini e algerini. Il panorama, tutto all’intorno è molto vario. Si spazia dalle ampie spiagge ai monti del Sulcis, dove ha sede il complesso boscato più imponente del Mediterraneo, regno del cervo sardo e del daino. Proseguimento per la superba strada panoramica Chia - Porto di Teulada, una delle dieci più belle strade costiere dell’Isola. Da Porto vecchio di Tulada a Sant’Anna Arresi sede del Festival Jazz. Deviazione per Porto Pino, con stagni, lunga spiaggia e dune (poste in comune di Teulada). Da vedere la scogliera e l’enorme distesa arborea di pini d’Aleppo. Pernottamento a Sant’Anna Arresi.
Terzo giorno.
Visita delle saline di San Giovanni Suergiu, del museo archeologico di villa Sulcis, nel centro di Carbonia e dell’area archeologica panoramica, fenicia punica, di Monte Sirai da cui si domina l’arcipelago del Sulcis. Proseguimento per Sant’Antioco, visita delle aree archeologiche, del museo archeologico, del museo etnologico annesso alle ripristinate abitazioni in grotta. Visita della chiesa a croce greca, con catacombe, dedicata a Sant’Antioco. Escursione costiera dell’Isola di Sant’Antioco, iniziando da Calasetta, per osservare la scogliera basaltica Maccari, visitare le zone marine di Cala Lunga, Cala della Signora, Cala Sapone, Capo Sperone e Torre Canai. Pernottamento a Sant’Antioco.
Quarto giorno.
Visita della miniera carbonifera e del museo del carbone a Serbariu di Carbonia, proseguimento per escursione costiera ed ammirare la marina di Gonnesa, le scogliere di Nebida, lo scoglio Pan di Zucchero a Masua, Cala Domestica, la baia di Buggerru. Lasciata la costa, visita a Fluminimaggiore del tempio punico romano di Antas. Rientro e Pernottamento a Sant’Antioco.
Quinto giorno.
Visita del centro storico d’Iglesias e della Grotta Santa Barbara, nella miniera metallifera di San Giovanni Miniera a Bindua. Pranzo a S’Ortu Mannu di Villamassargia, il millenario bosco d’ulivi. Raggiungimento pomeridiano dell’Aeroporto di Cagliari e partenza.
Caterno Cesare Bettini.
Carbonia 20 Luglio 2008
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