SUPER TOUR DEGLI AGRUMETI
COSA TUTTO C’E’ DA VEDERE NEI DIECI GIORNI DELL’ITINERARIO DI BASE E NEI CINQUE GIORNI DELLE VARIANTI SEGMENTO SUD OVEST
PRIMO GIORNO
Arrivo all’aeroporto Cagliari Elmas.
Visita di Cagliari:
Spiaggia del Poetto.
Monte Urpino (vista panoramica degli Stagni di Molentargius, Poetto, Sella del Diavolo e Città).
Itinerario celere: portici di Via Roma, Municipio, Piazza del Carmine, Largo Carlo Felice (ristoranti tipici), Via Mannu, Bastioni, Quartiere Castello (Duomo, Palazzo Viceregio, Museo Archeologico, antiquariato, artigianato), Ghetto, Via Sardegna (ristoranti tipici), Viale Regina Margherita (ristoranti tipici), Basilica di Bonaria, San Saturnino (paleo cristiana), Museo vinicolo Duca degli Abruzzi. La città di Cagliari offre abbondanza di Alberghi e bed & breakfast.
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L'ANIMA DI UN ISOLA
(Articolo per chi viene la prima volta in Sardegna)
L'Anima autentica della Sardegna non è solamente nel mare cristallino che lambisce scogliere e spiagge, nel profumo della sua vegetazione mediterranea, nelle melodie delle feste popolari e nelle magiche singolarità delle sue grotte carsiche. Caratteristiche importanti che non bastano per definire compiutamente l'Anima di una terra eletta. Occorre aggiungere il senso sconvolgente di libertà, immensa, che si avverte in certi luoghi dell'interno e l'unicità caratteriale, fierissima, delle popolazioni, sublimata dai costumi da cerimonia eleganti e mai banali che reclamano ammirazione per le audacie cromatiche. La Sardegna non è solo questo, occorre aggiungere i suoi monumenti preistorici e storici, le miniere, i pascoli, la fertilità unica di una terra solare sempre pettinata dal vento.
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Cagliari: L'altrove impersonificato
Non so se Ottorino Respighi abbia visto Cagliari, certamente avrebbe lasciato una palpitante traccia musicale nei suoi poemi sinfonici: oltre alle "Fontane di Roma", avrebbe composto "Atmosfere di Cagliari" città straordinariamente scenografica, soprattutto musicale, anzi musicalmente epica. Se fossi un regista chiederei di rappresentarvi la Turandot lungo le strade che dai bastioni conducono all'antico ghetto, vicino al rione universitario. Vi sono cortili che si affacciano su balconate aeree inimmaginabili, dominanti il Golfo degli Angeli.
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I PERCORSI DELLO SPIRITO
NONA VERSIONE INTEGRALE (Febbraio 2010)
ALGHERO Grotta di Nettuno; Nuraghe Palmavera; Necropoli Anghelu Ruju.
PORTO TORRES Chiesa romanica di San Gavino.
SORSO Ziggurat di Monte D'Accoddi.
CASTELSARDO Centro storico; Chiesa con dipinti di Maestro di Castelsardo (1500)
BULZI Chiesa San Pietro delle Immagini.
PERFUGAS Museo archeologico e paleontologico.
TEMPIO PAUSANIA Centro storico e parco delle fonti.
AGLIENTU Atmosfere galluresi; rocce e sugherete.
SANTA TERESA DI GALLURA Capo Testa.
PALAU Tomba dei giganti di Limizzani; Roccia dell'Orso.
ARZACHENA Tombe dei giganti Li Lolghi e Coddu Vecchiu; Tempietto di Malchittu.
GOLFO ARANCI Nostra Signora del Monte.
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Magic Moments: Alla ricerca delle terapie Energetiche-Spirituali
Programmi Week-End (FLY&DRIVE) di terapie energetiche spirituali utilizzando le scoperte dei Sardi antichi.
Programmi per micro-gruppi. Min.2 pax – Max. 5 pax.
Prenotazione tramite propria agenzia viaggi di fiducia, oppure direttamente, avvalendosi degli indirizzi di posta elettronica elencati.(N.B.Il gruppo ideale, per abbattere le spese, è di 4 pax)
Viaggi nelle realtà (mai svelate) del SudOvest Sardo, alla Scoperta delle terapie energetiche degli antichi, dispensate nei luoghi ove, sovrana, alberga l'armonia .
Le mille e più risorse del Sud Ovest sardo sono disseminate tra spiagge, scogliere, foreste e montagne, alla sinistra della pianura campidanese (che si estende da Cagliari, fin verso Oristano). Il Sud Ovest sardo è stato il crogiolo della Civiltà Mediterranea, dalle sue miniere i popoli autoctoni, preistorici, estrassero quei minerali che permisero loro di diventare i primi metallurgici dell’antichità. Conoscevano ogni tipo di roccia, e oltre alle vene metallifere, individuavano ed estraevano pietre rare e preziose, da utilizzare quale ornamento. Quei popoli conoscevano anche le arti agricole. Sapevano interpretare il moto degli astri, per individuare i tempi propizi all’aratura e alla semina. Erano popoli tecnologici e monoteisti. Il loro concetto del Supremo si basava sulla confidenza, la serenità e l’amicizia, mai sul timore del castigo. Amavano i luoghi dove la bellezza della natura donava armonia all’anima. Conoscevano le arti sciamaniche, trasmesse a noi, ancora intatte, tramite la consuetudine della medicina popolare. Avevano dimestichezza con le tortuose energie magnetiche che si sprigionavano (e ancora si sprigionano) dalla terra e le segnalavano con menhir e con tombe dei giganti; monumenti che, ancora oggi, testimoniano le loro credenze. Amavano i loro morti. Il culto dei morti, e degli eroi, faceva parte del loro modo di essere, già in epoche neolitiche, quando la Grecia non esisteva. La necropoli-santuario di Montessu dimostra che nel 3300 a.C. i pre-nuragici sapevano costruire su progetto. Il rito dell’incubazione è nato a Montessu. Consisteva nel dormire consecutivamente, per più giorni e più notti, accanto alla tomba di un eroe, per confidargli in sogno i propri incubi, e destarsi rasserenati.
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