Scritto da Caterno Cesare Bettini   
Infosardinia.eu è una raccolta d’itinerari da percorrere (con vettura o motocicletta), iniziando dagli aeroporti (Cagliari – Alghero – Olbia) o dai porti Cagliari, Porto Torres, Olbia, Arbatax.

Il settore “Porti Turistici”, è dedicato ai diportisti che dal porto d’approdo desiderano raggiungere una determinata meta dell’interno, avvalendosi dei servizi a terra esistenti.

Infosardinia.eu è studiato per facilitare il raggiungimento d’ogni meta affascinante del Mistero Sardegna, altrimenti detto Il Pianeta dell’Altrove Dimenticato. Gli itinerari sono concepiti per ogni tipo di visitatore, adatti per qualsiasi esigenza culturale, compilati sulle esigenze del turista indipendente. L’interno della Sardegna offre il mistero di sensazioni ataviche, le stesse dei nostri avi. E’ un mondo intatto di tradizioni, di panorami sconfinati che donano la libertà dello spirito, di centri abitati dove alberga il piacere della conversazione con nuovi amici. Ovunque la consuetudine genuina dei piatti tipici. In ogni dove: pane, vino, olio, salumi, prodotti della pastorizia, pesce, carciofi spinosi, agrumi, dolci, mirto e acquavite. L’Isola-Continente, per chi cerca “L’Altrove” in area europea, in altre parole la culla arcana delle proprie radici, è ricca di paesaggi sognanti, affacciati sul mare o incastonati tra le montagne dell’interno. La profumata macchia mediterranea dipinge del suo verde particolare, spesso fiorito, un paradiso invernale e primaverile, di una poesia unica. Non solo una botanica prorompente e animali selvatici nelle tante foreste, ma nessun paese mediterraneo vanta la vecchiezza geologica di una parte del Sulcis-Iglesiente, uscito dal mare cinquecentosettantacinque milioni di anni fa (da cui la dovizia mineraria esistita nel Pianeta Sardegna fino al 1970). Gli usi delle popolazioni sarde non sono culturalmente omogenei. La gente delle Baronie (Orosei, Dorgali, etc.) è molto diversa da quella d’Alghero, della penisola del Sinis (Cabras), del Sulcis Iglesiente e del Campidano di Cagliari. Differenze sostanziali esistono tra i modi di essere della gente barbaricina (Le Barbagie sono tre: Seulo, Belvì, Ollolai) e l’Ogliastra. Le popolazioni del Sarrabus-Gerrei sono affini a quelle del Sarcidano ma differenti dalle galluresi. Il caleidoscopio d’usanze differenti: costumi femminili che non si assomigliano e gastronomia disparata, è diviso anche nella lingua: nuorese; campidanese (cagliaritano); algherese; logudorese (Gallura). Non sono dialetti ma quattro lingue romanze, derivate dal latino. L’insieme delle popolazioni sarde non supera 1.600.000 anime su un’area di 24.090 Kmq (terza regione italiana). Unisce il carattere orgoglioso e l’intelligenza vivacissima, naturalmente indomita. I balli tipici si assomigliano e l’accompagnamento musicale pure. I canti “a tenores” del Nuorese sono probabilmente i più antichi del Mediterraneo. Una preistoria ricchissima costella ogni parte della Sardegna che può essere definita il più vasto giacimento archeologico del Mediterraneo. Della preistoria è conosciuta la civiltà nuragica (1800 a.C.). Meno conosciute le civiltà pre-nuragiche (4.000 a.C. – 1800 a.C.). I Pre-Nuragici, alleati dei Sumeri, popolo mesopotamico organizzatore di una vasta rete di commerci agricoli, sono stati i primi metallurgici del Mediterraneo e i Nuragici, loro discendenti, grandissimi fonditori di leghe metalliche del tipo rame – litargirio, (chiamate bronzi per comodità). I popoli nuragici furono formidabili costruttori. Tutta la Sardegna è costellata di nuraghi grandi e piccoli (circa 18.000) che narrano al mondo l’alta tecnologia edificatoria di quei popoli, grandi astronomi, cultori di luoghi elegiaci e primi monoteisti della storia. I Nuragici, oltre all’aver barattato con Fenici nell’Età del Ferro e sopportato un’alleanza sofferta ma mai subita con i Cartaginesi, nell’Età Storica, terminarono di evolversi nell’etnia attuale di Sardi moderni, durante la dominazione romana. Scomparso l’Impero Romano, L’Isola fu frequentata dai Vandali (con circospezione in quanto il bellicoso popolo sardo era temuto). I Bizantini la adottarono come base navale istituendovi una struttura militare di rilievo. Andati i Bizantini a causa dell’espansionismo arabo, i Sardi si organizzarono in quattro Giudicati, sempre in lotta fra loro, salvo unirsi per fronteggiare ogni attacco arabo. La storia medioevale sarda è un poema. Il popolo sardo, dopo aver combattuto vittoriosamente i tentativi di almeno dieci sbarchi arabi, si alleò con Genovesi e Pisani. Nel 1323 sbarcarono gli Aragonesi, sobillati dal Papa, per annettere la ghibellina Sardegna alla loro Corona guelfa. Impiegarono quasi cent’anni in battaglie continue contro il Giudicato di Arborea, difensore del patrio suolo, prima di poter affermare di avere conquistata la Sardegna. Vi regnarono malamente fino al 1718, vessando il popolo. Dopo gli Spagnoli, subentrarono i Piemontesi (che non furono i salvatori della Sardegna).

Caterno Cesare Bettini

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