I Percorsi dello Spirito

>>>Versione integrale (Febbraio 2010)<<<

L’Antico Popolo sardo è stato dotato da Madre Natura di un istintivo senso di spiritualità e amore per l’armonia, per il bello, per la poesia e la musica. Pur essendo un popolo di temibili guerrieri (e pirati), ogni luogo dove ha eretto monumenti, dal tremila avanti cristo al 1000 a.C. rispecchia la sensibilità paesaggistica di un popolo privilegiato, di un’intelligenza superiore.


Per i proto-Sardi che abitavano nella preistoria il pianeta Sardegna, il contatto con il soprannaturale era un fatto istintivo, poetico, estetico e di fiduciosa amicizia con Dio, l’Amico per eccellenza, col quale condividere le gioie della vita: la contemplazione del moto delle nubi, il suono della pioggia, il canto degli uccelli, gli affetti famigliari. Il proto-Sardo è stato il primo popolo monoteista dell’umanità, fin da epoche neolitiche. Forse lo era già nel paleolitico, sul finire dell’ultima glaciazione, diecimila anni da oggi. Con questo si afferma che il Popolo sardo è depositario dei riti agrari (derivati dal crescere delle graminacee) prima di qualunque altro popolo mediterraneo. Pragmatico e tecnologico, oltre l’agricoltura, conosceva la siderurgia e l’arte edificatoria, era sapiente sul moto delle stelle, aveva il sapere dei solstizi e degli equinozi. E’ stato tra i primi a praticare il culto dei morti eroi e il primo a credere nella cura del sonno per sopperire a disfunzioni psichiche. Ancora: è stato il primo a custodire acqua piovana o sorgiva, nei pozzi sacri, sedi del culto dell’acqua (prima dell’istituzione medio-orientale del battesimo).

Senza conoscere, scientificamente, il potere del magnetismo terrestre, sapeva che l’esposizione breve a tale fonte d’energia naturale, poteva dare sollievo ad alcuni mali. Subire, al contrario, per lungo tempo la fonte energetica, poteva essere causa di peggioramento del male stesso.

Pertanto, l’uomo di allora, adottò tre sistemi in uno per evidenziare altrettante particolarità del territorio. Con un unico monumento, in altre parole con le “tombe dei giganti”, segnalò ai propri simili tre aspetti fondamentali:

A) segnalazione della zona, sede perenne dell’energia magnetica;

B) orientamento del monumento verso una situazione astrale, riconducibile, prevalentemente, all’equinozio di primavera oppure a certe fasi lunari;

C) rievocazione degli eroi, morti in battaglia a difesa del proprio popolo o capi villaggio amati e venerati.

Il senso dell’armonia e del bello, ha un ruolo fondamentale nella costruzione delle stele svettanti, simboli architettonici unici che contraddistinguono le tombe dei giganti del Nord Sardegna. Nel Sud Sardegna il senso estetico è diverso: l’armonia è nella possanza stessa del monumento. Concetti diversi che rivelano una sorpresa: erano due le etnie edificatorie della Sardegna del terzo millennio avanti Cristo, a dimostrazione che i proto-Sardi conoscevano la forza sociale delle corporazioni, depositarie del sapere edificatorio improntato al mistico, alla ritualità liturgica.

Due tecniche edificatorie, che rispecchiano identica sintesi. Viste dall’alto, sia le tombe del Nord, sia quelle del Sud, sono a forma di protome taurina (testa di toro). Il centro dell’esedra, determinata dal cerchio delle corna, è il punto ove i pazienti del neolitico, con l’aiuto della pozione soporifera chiesta allo sciamano o sacerdote, si distendevano per dormire, sognando l’eroe evocato. Nel sonno gli confidavano dei propri incubi, per svegliarsi leniti e rassicurati. Identico rito a Mont’Essu di Villaperuccio, che racchiude nella sua valle principale, a ferro di cavallo, le tombe degli eroi d’ogni parte del Mediterraneo (rito dell’incubazione ancora in essere sulle coste atlantiche africane).

Il Consorzio Turistico Culturale “L’Altra Sardegna” propone ai visitatori un ITINERARIO DELLO SPIRITO che conduce nei luoghi più spirituali e magici dal Nord al Sud dell’Isola - Continente.

LE TAPPE DEI PERCORSI DELLO SPIRITO

 

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Palau: tomba dei Giganti di Limizzani (direzionata a Est)

Arzachena Tomba dei giganti Coddu Vecchiu
Arzachena: tombe dei giganti Coddu Vecchiu e Li Lolghi (direzionate a Est).

Dorgali S'Ena 'e Thomes

Dorgali: tomba dei giganti S’Ena ‘E Thomes (direzionata a Est).

Goni- Gli arcani archeologici di Pranu Mutteddu

Goni: i menhirs di Pranu Mutteddu, del terzo millennio, esprimono la conoscenza dei moti stellari.

Quartucciu - Tomba dei giganti
Quartucciu: tomba dei giganti (direzionata a Nord-Est).

Acropoli di Monte Sirai

Carbonia: Monte Sirai, il tempio del sole in epoche neolitiche, poi trasformato da Fenici e Punici

Fluminimaggiore - Tempio di Antas
Fluminimaggiore: tempio di Antas.

Villaperuccio - Necropoli di Montessu
Villaperuccio: necropoli neolitica di Mont’Essu (direzionata a Sud-Ovest).
Santadi - Tomba dei giganti di Barrancu Mannu
Santadi: tomba dei giganti di Barrancu Mannu (direzionata ad Ovest).

I dieci luoghi donano ai visitatori benessere spirituale, pace in se stessi, senso dell’armonia, gioia di vivere. Lo stare una ventina di minuti nella vicinanza d’ogni tomba, apporta benessere fisico. Si sconsiglia prolungare la visita in quanto il forte magnetismo naturale può essere nocivo. Si consiglia di non ritornarvi per almeno venti giorni.

Mont’Essu è adatto per problemi esistenziali e rivedere la finalità della propria esistenza.

Ufficio informazioni Consorzio Turistico Culturale “L’Altra Sardegna”

caterno.bettini@tiscali.it 0781 63164 cell. 339 7892980 tel. e fax 0781 957021

Hotel S’Adde (Dorgali)

Hotel Phillyrea (Belvì)

Hotel Sporting Club Trexenta (Senorbì)

Hotel Solki (Sant’Antioco)

Hotel Punta Giara (Sant’Anna Arresi)

Hotel Perda Rubia (San Giovanni Suergiu)

Ristorante etnico Letizia (Nuxis)

 

Garnì S’Anninnia (Gonnesa)

Bed and Breakfast Domus de Janas (Gonnesa)

Bed and Breakfast Rosa dei Venti (Sant’Antioco)

Bed & Breakfast La Pineta (Sant’Antioco)

 
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